Il Nordic leg curl (o Nordic hamstring curl) è un esercizio a corpo libero in cui, con le caviglie ancorate e le anche bloccate in posizione neutra, si controlla la caduta in avanti del busto usando solo la forza eccentrica del bicipite femorale. È l’esercizio più studiato in letteratura per la prevenzione degli infortuni muscolari al femorale, grazie al lavoro che produce in posizione di allungamento, la condizione in cui questo muscolo si infortuna più spesso durante lo sprint.
Cos’è il Nordic curl e perché è diverso dagli altri esercizi per femorali
Il nordic leg curl, come facilmente si intuisce dal nome, possiamo definirlo come un leg curl eseguito a corpo libero, con il lavoro isolato quasi interamente sulla flessione del ginocchio.
Di solito viene eseguito come esercizio puramente eccentrico (quindi solo fase negativa) nella sua fase più difficile, perché il bicipite femorale deve decelerare il peso del busto mentre si allunga, non mentre si accorcia.
Questa caratteristica non è un dettaglio tecnico marginale: è il motivo per cui il Nordic curl è diventato lo standard di riferimento nei programmi di prevenzione infortuni in sport con sprint ripetuti, dove il bicipite femorale si lesiona tipicamente proprio nella fase finale dell’oscillazione della gamba, a muscolo allungato.

Come eseguire il Nordic leg curl: tecnica corretta
- Ancora le caviglie
Inginocchiati su una superficie morbida con le caviglie bloccate sotto un supporto fisso, un attrezzo dedicato o tenute saldamente da un compagno. Anche e ginocchia devono restare allineati e mantenere un angolo di circa 90° per tutto il movimento.
- Scendi resistendo con tutto il corpo
Mantieni anche, tronco e testa allineati in un’unica linea rigida e lasciati cadere in avanti il più lentamente possibile, opponendo resistenza con i femorali. Non flettere le anche: se ti pieghi in avanti dal bacino, stai barando e scaricando il lavoro sui flessori dell’anca.
- Accompagna la fase finale con le braccia
Nel punto in cui i femorali non riescono più a decelerare il movimento, appoggia le mani a terra e accompagna la discesa fino al pavimento, per poi spingerti indietro con le braccia e tornare in posizione di partenza. Nella maggior parte dei principianti questo passaggio arriva ben prima di quanto ci si aspetti: è normale. Puoi usare un elastico per darti un supporto nella negativa e riuscire a lavorare per un ROM maggiore.
Errori comuni da evitare
- Flettere le anche invece di mantenerle bloccate: trasforma il Nordic curl in un movimento diverso, molto meno efficace sul bicipite femorale.
- Cercare di completare l’intera escursione fin dalla prima seduta, quando la forza eccentrica non è ancora sufficiente.
- Cadere di scatto invece di controllare la velocità di discesa, che è l’unico vero stimolo dell’esercizio.
- Eseguirlo con le caviglie mal ancorate, con conseguente instabilità e perdita di controllo del movimento.
Muscoli coinvolti
| Muscolo | Ruolo nel movimento | Fase dominante |
| Bicipite femorale (capo lungo) | Decelera l’estensione del ginocchio, punto più sollecitato in lunghezza | Eccentrica |
| Semitendinoso / Semimembranoso | Co-contrazione nella flessione del ginocchio | Eccentrica |
| Gastrocnemio | Stabilizzazione secondaria del ginocchio | Isometrica |
| Retto dell’addome / core | Mantenimento dell’allineamento anca-ginocchio-spalla | Isometrica |
Nordic leg curl benefici
Il Nordic leg curl è uno degli esercizi più studiati per lo sviluppo dei muscoli posteriori della coscia. Le evidenze mostrano che è particolarmente efficace nell’aumentare la forza eccentrica degli ischiocrurali, con miglioramenti che possono superare il 15-20%, e nel favorire l’allungamento dei fasci del bicipite femorale, un adattamento associato a una maggiore capacità di tollerare elevati livelli di tensione muscolare.
Per questo motivo viene spesso inserito nei programmi di prevenzione degli infortuni, soprattutto negli sport che prevedono sprint e cambi di direzione. Le prime meta-analisi hanno riportato una riduzione del rischio di lesioni agli ischiocrurali fino al 50%, anche se analisi più recenti e metodologicamente rigorose invitano a interpretare questi risultati con maggiore cautela. Nel complesso, il Nordic rimane uno degli strumenti più promettenti, ma probabilmente non è sufficiente da solo per prevenire gli infortuni.
Dal punto di vista della performance, l’esercizio può produrre piccoli miglioramenti nella velocità di sprint, soprattutto sui 10 metri, mentre i benefici risultano meno evidenti negli atleti già altamente allenati.
Un altro vantaggio è che non richiede attrezzature particolari e può essere inserito facilmente nella maggior parte dei programmi di allenamento. Tuttavia, è noto per provocare DOMS (dolore muscolare a insorgenza ritardata) piuttosto marcati, specialmente nelle prime settimane, aspetto che può ridurre l’aderenza al programma. Per questo motivo è consigliabile introdurlo gradualmente, con volumi contenuti e una progressione nel tempo.
Possiamo dire quindi che il Nordic leg curl rappresenta uno degli esercizi più efficaci per sviluppare la forza eccentrica dei femorali e migliorarne alcune caratteristiche strutturali. Se programmato correttamente e integrato con altri esercizi per la catena posteriore, costituisce un’ottima scelta sia per migliorare la prestazione sia per contribuire alla riduzione del rischio di infortunio.
Chi dovrebbe allenare il Nordic curl
- Calciatori, rugbisti e atleti di sport con sprint ripetuti: la popolazione su cui esiste più letteratura specifica.
- Velocisti e atleti di atletica leggera: per rinforzare il bicipite femorale nella fase di allungamento tipica dello sprint.
- Chi ha già subito uno strappo o infortunio al femorale: da reintrodurre gradualmente e sotto supervisione nella fase di ritorno allo sport.
- Powerlifter e pesisti che cercano un lavoro eccentrico mirato sul capo lungo del bicipite femorale, come complemento e non sostituto del lavoro di forza principale.
Come programmare il Nordic curl
Una revisione sistematica del 2025 che ha confrontato volumi di lavoro alti e bassi ha evidenziato che anche protocolli a basso volume producono adattamenti misurabili su forza eccentrica e ipertrofia muscolare del bicipite femorale, un dato utile per chi deve inserire il Nordic curl in una settimana già densa di allenamenti
- Fase di introduzione: 1-2 sedute a settimana, 2-3 serie da 3-5 ripetizioni, priorità assoluta al controllo della discesa.
- Fase di consolidamento: 2 sedute a settimana, 2-3 serie da 5-8 ripetizioni, mantenendo sempre la qualità del controllo eccentrico.
- Mantenimento in-season: anche una sola seduta settimanale a basso volume sembra sufficiente a mantenere gli adattamenti, riducendo il rischio di indolenzimento eccessivo prima delle partite.
Progressioni per chi non riesce ancora a eseguirlo

Nordic curl assistito con banda elastica
Una banda elastica ancorata davanti al petto riduce il carico nella parte più difficile della discesa, permettendo di completare un range di movimento maggiore mantenendo il controllo. Per progredire qui è abbastanza semplice: una volta che riesci a completare il numero richiesto di ripetizioni (consiglio le classiche 8-12), usa un elastico più leggero e così via, fino a riuscire a completarlo a corpo libero.
Nordic curl parziale
In mancanza di elastico, limita la discesa ai primi gradi di movimento, il tratto in cui il carico sul bicipite femorale è più gestibile, per poi estendere gradualmente l’escursione con l’aumento della forza. Da lì torna in posizione iniziale. Puoi anche mettere davanti a te degli step per limitare il movimento e garantirti un appoggio con le mani in caso di difficoltà
Nordic curl vs Glute-Ham Raise: qual è la differenza?
I due esercizi vengono spesso confusi perché allenano entrambi intensamente il bicipite femorale, ma non sono intercambiabili.
| Caratteristica | Nordic Curl | Glute-Ham Raise |
| Attrezzatura | Ancoraggio caviglie fisso o partner | GHD (glute-ham developer) |
| Articolazioni coinvolte | Solo ginocchio | Ginocchio + anca |
| Fase dell’anca | Fissa, nessuna estensione | Estensione attiva del gluteo |
| Fase muscolare dominante | Quasi esclusivamente eccentrica | Concentrica ed eccentrica bilanciate |
| Evidenza scientifica principale | Ampia letteratura su prevenzione infortuni sportivi | EMG comparativa su ipertrofia e forza dei femorali |
Se il tuo obiettivo primario è la prevenzione degli infortuni in uno sport con sprint e decelerazioni, il Nordic curl ha alle spalle più letteratura specifica. Se il tuo obiettivo è ipertrofia e forza generale della catena posteriore con un pattern più completo, il glute-ham raise è la scelta più efficiente. I due esercizi possono coesistere nello stesso programma senza sovrapporsi.
Nordic leg curl: alternative
Sebbene il Nordic leg curl sia uno degli esercizi più efficaci per allenare i muscoli posteriori della coscia, non è l’unica opzione disponibile vista la sua intrinseca difficoltà.
Esistono diverse alternative che permettono di sviluppare forza e massa muscolare degli ischiocrurali, con caratteristiche e stimoli differenti. Alcune enfatizzano maggiormente la flessione del ginocchio, altre l’estensione dell’anca, offrendo così un lavoro più completo sulla catena posteriore.
Glute ham raise
Il glute ham raise è probabilmente l’esercizio più simile al Nordic leg curl. Combina estensione dell’anca e flessione del ginocchio, allenando gli ischiocrurali lungo entrambe le loro funzioni principali. Rispetto al Nordic permette sia una fase concentrica sia una eccentrica complete, ma richiede un’apposita macchina ed è tecnicamente impegnativo.
Leg curl
Il leg curl è l’alternativa più diretta al Nordic leg curl, poiché allena gli ischiocrurali attraverso la flessione del ginocchio. È adatto a tutti i livelli di esperienza, permette di regolare facilmente il carico e rappresenta un’ottima scelta per l’ipertrofia grazie alla possibilità di lavorare vicino al cedimento in sicurezza. Sicuramente l’alternativa migliore.
Stacco rumeno
Lo stacco rumeno enfatizza l’estensione dell’anca e allena gli ischiocrurali in posizione allungata, oltre a coinvolgere glutei ed erettori spinali. È uno degli esercizi più efficaci per aumentare forza e massa della catena posteriore e rappresenta un complemento ideale al Nordic leg curl.
Stacco a gambe semitese
Molto simile allo stacco rumeno, lo stacco a gambe semitese prevede una maggiore escursione del bilanciere e un allungamento più marcato dei muscoli posteriori della coscia. Richiede una buona mobilità e un corretto controllo della colonna per essere eseguito in sicurezza.
Good morning
Il good morning è un esercizio multiarticolare che allena soprattutto ischiocrurali, glutei ed erettori spinali attraverso un movimento di hip hinge. È particolarmente utile per migliorare la forza della catena posteriore e la capacità di mantenere una corretta postura durante squat e stacchi.
Iperestensioni
Le iperestensioni sono un esercizio versatile che può enfatizzare maggiormente glutei o ischiocrurali a seconda della tecnica utilizzata. Risultano meno impegnative rispetto agli stacchi e sono ideali per rinforzare la catena posteriore, migliorando anche la resistenza dei muscoli lombari.
Domande Frequenti
Le meta-analisi più citate riportano una riduzione del rischio fino al 50%, ma una rianalisi metodologica del 2021 ha messo in discussione la robustezza di quel dato per limiti negli studi originali. Ciò che resta solido è l’aumento misurabile della forza eccentrica del bicipite femorale, un fattore di rischio noto per questo tipo di infortunio.
Il lavoro eccentrico a muscolo allungato, tipico di questo esercizio, produce un livello di microdanno muscolare superiore alla media, con un indolenzimento che può durare più a lungo del solito nelle prime settimane. Introducilo con un volume basso e aumenta gradualmente.
Non esiste un numero universale: l’obiettivo tecnico è controllare la discesa fino a un angolo sempre più ampio prima di dover appoggiare le mani, non accumulare ripetizioni complete fin da subito. Le progressioni assistite servono proprio a costruire questa capacità gradualmente.
No: il Nordic curl isola la flessione del ginocchio con l’anca bloccata, il glute-ham raise combina flessione del ginocchio ed estensione dell’anca. Sono complementari e possono essere programmati insieme.
Sì, con un compagno che blocca le caviglie a terra, oppure incastrando i piedi sotto un divano basso o un bilanciere caricato e fissato. La stabilità dell’ancoraggio resta comunque il fattore più importante per la sicurezza del moviment



