Il rucking è una forma di allenamento che consiste nel camminare con uno zaino o gilet zavorrato, generalmente con un carico pari al 10–40% del proprio peso corporeo. Aumenta il dispendio calorico fino a 3 volte rispetto alla camminata libera, abbina stimolo aerobico e muscolare, e mantiene un impatto articolare nettamente inferiore rispetto alla corsa.
In questo articolo cercheremo di capire come strutturare un allenamento di rucking efficace, come inquadrarlo nella tua settimana di allenamento e soprattutto cosa dice la scienza sul rucking, specie mettendolo a confronto con altri tipi di allenamento cardio.
Rucking cos’è
Il rucking è una disciplina di allenamento che consiste nel camminare o marciare con uno zaino o un gilet zavorrato. Il termine deriva dall’inglese ruck, abbreviazione di rucksack (zaino), ed è utilizzato in ambito militare da decenni come forma fondamentale di preparazione fisica per fanteria, forze speciali e vigili del fuoco. Solo negli ultimi anni si è diffuso come pratica sportiva per la popolazione generale.
Nella letteratura scientifica viene classificato come load carriage o ruck marching, e rientra nella categoria dell’esercizio cardio-muscolare ibrido: non è pura endurance e non è forza pura, ma una combinazione strutturata dei due stimoli.
I carichi utilizzati variano tipicamente tra il 10% e il 40% del peso corporeo. A livello amatoriale, si parte spesso da 5–10 kg per arrivare progressivamente a 20–25 kg; in ambito militare si raggiungono facilmente i 30–45 kg di carico totale tra zaino, equipaggiamento e giubbotto balistico.
Rucking allenamento
Come strutturare una sessione
Una sessione base di rucking richiede pochi elementi: uno zaino (o gilet zavorrato), un peso ben distribuito e un percorso. La velocità tipica è 4,5–5,5 km/h su terreno pianeggiante, il che colloca la maggior parte dei soggetti in zona aerobica 2–3, ideale per costruire base cardiovascolare senza interferire eccessivamente con il recupero neuromuscolare da allenamenti di forza.
Per chi inizia, la progressione raccomandata dalla letteratura militare e dai programmi di condizionamento è la seguente:
- Settimane 1–3: 20–30 minuti, 5–8 kg, terreno piano
- Settimane 4–6: 30–45 minuti, 10–14 kg, terreno variabile
- Settimane 7–10: 45–60 minuti, 14–20 kg, pendenze moderate
Parametri di intensità
A differenza della corsa, nel rucking l’intensità è modulata da tre variabili: carico, velocità e dislivello.
Aumentare anche una sola di queste porta a un incremento significativo del costo metabolico. Aggiungere 1 kg di zaino equivale a circa 7–8 W in più di richiesta metabolica per ogni kg aggiunto, con un costo che cresce in modo quasi lineare.
A titolo orientativo:
- Camminata senza carico a 5,5 km/h: ~300 kcal/h (70 kg di corporea)
- Rucking con 14 kg a 5,5 km/h: ~500 kcal/h
- Rucking con 23 kg a 5,5 km/h: ~650 kcal/h
Combinazione con allenamento di forza
Studi su programmi di 10 settimane che combinano resistance training e marcia zavorrata mostrano miglioramenti significativi di VO2max stimata, forza degli arti inferiori (squat jump) e resistenza muscolare locale, con simultanea riduzione della percezione di sforzo durante il rucking a parità di compito.
La revisione NSCA sulla preparazione delle forze speciali indica che il programma più efficace per la performance nel load carriage è quello che integra:
- Allenamento di forza (priorità agli arti inferiori e al core)
- Cardio tradizionale ad alta intensità (corsa, ciclismo)
- Sessioni specifiche di rucking
L’alto volume di sola corsa o sola marcia, invece, non porta benefici proporzionali e aumenta il rischio di infortuni da sovraccarico.
Rucking vs HIIT, Tabata, LISS, MISS
Il rucking non va in competizione diretta con HIIT o Tabata: occupa una nicchia fisiologica diversa. Ecco un confronto diretto:
| Modalità | VO2max (incremento) | Dispendio/h | Impatto articolare | Durata sessione |
|---|---|---|---|---|
| Rucking | Moderato (~5%) | Medio-alto | Basso (1,0–1,3× BW) | 30–90 min |
| HIIT (4×4) | Alto (+1,3–4 ml/kg/min) | Alto | Medio-alto | 20–30 min |
| Tabata classico | Molto alto (+7 ml/kg/min) | Molto alto | Alto | 4–8 min |
| LISS (camminata) | Basso | Basso | Molto basso | 45–90 min |
| MISS (corsa facile) | Basso-moderato | Medio | Medio | 30–60 min |
Il rucking è lo strumento ideale per accumulare volume aerobico in zona 2–3 senza sovraccaricare le articolazioni, complementando, ma non sostituendo. le sessioni ad alta intensità.
Come inserire il rucking in una scheda di allenamento

Il rucking si integra bene in quasi tutti i contesti di programmazione, purché venga trattato per quello che è: un lavoro di endurance con componente meccanica significativa, non una semplice passeggiata. La sua collocazione nella settimana dipende dal focus principale della scheda.
In una scheda di forza (3–5 giorni/settimana)
Il rucking si inserisce nei giorni di recupero attivo tra le sessioni pesanti, oppure come cardio a fine seduta nelle giornate di upper body, dove la sovrapposizione muscolare con gli arti inferiori è minima.
Esempio di settimana con focus forza:
| Giorno | Sessione |
|---|---|
| Lunedì | Squat / Lower body |
| Martedì | Rucking 30–40 min, 10–14 kg |
| Mercoledì | Upper body / Spinta |
| Giovedì | Riposo o mobilità |
| Venerdì | Stacco / Lower body |
| Sabato | Rucking 45–60 min, 14–20 kg |
| Domenica | Riposo |
Regola pratica: non programmare sessioni di rucking lunghe (>45 min) o con carichi alti (>20 kg) nelle 24–48 ore precedenti a squat o stacchi da terra pesanti. La fatica neuromuscolare protratta fino a 72 ore post-sessione può compromettere la qualità del lavoro di forza.
In una scheda ibrida (forza + cardio)
In un contesto ibrido, il rucking sostituisce o integra il cardio in zona 2, riducendo il volume di corsa nei soggetti che hanno limitazioni articolari o che vogliono variare lo stimolo. La combinazione ottimale, supportata dalla letteratura militare, è:
- 1–2 sessioni HIIT o corsa (stimolo VO2max)
- 1–2 sessioni di rucking (volume aerobico zona 2–3, stimolo meccanico)
- 2–3 sessioni di forza
Questo schema massimizza lo sviluppo cardiovascolare e muscolare simultaneo, riducendo il rischio di overuse tipico del solo running ad alto volume.
In una scheda per dimagrimento o ricomposizione corporea
Il rucking è particolarmente efficace in questo contesto perché permette di accumulare dispendio calorico elevato (500–650 kcal/h con carichi medi) mantenendo un’intensità percepita gestibile e un impatto articolare basso. Si abbina bene a:
- 2–3 sessioni di resistance training (preservazione massa muscolare)
- 2 sessioni di rucking da 45–60 minuti come cardio principale
- Eventuale 1 sessione HIIT breve per mantenere lo stimolo ad alta intensità
In questo schema, il rucking sostituisce il LISS tradizionale con un dispendio nettamente superiore e uno stimolo muscolare aggiuntivo che il tapis roulant o la camminata libera non offrono.
In una scheda per longevità e salute generale
Per chi si allena principalmente per salute, mobilità e longevità, il rucking può diventare l’attività cardio principale, specialmente dopo i 45–50 anni o in presenza di problemi articolari che limitano la corsa. In questo caso:
- 3 sessioni a settimana da 30–60 minuti con carico progressivo
- Combinato con 2 sessioni di forza (corpo libero o pesi)
- Progressione molto graduale: aumentare carico o distanza, mai entrambi nella stessa settimana
Progressione del carico nel tempo
La progressione raccomandata dalla letteratura per un soggetto che parte da zero:
| Fase | Durata | Carico | Distanza/Durata |
|---|---|---|---|
| Adattamento | Settimane 1–3 | 5–8 kg (≈10% BW) | 20–30 min, piano |
| Costruzione | Settimane 4–6 | 10–14 kg (≈15% BW) | 30–45 min, leggero dislivello |
| Sviluppo | Settimane 7–10 | 14–20 kg (≈20–25% BW) | 45–60 min, terreno variabile |
| Mantenimento/Avanzato | Oltre la settimana 10 | 20–25 kg (≈30% BW) | 60–90 min o sessioni brevi intense |
Nota: non aumentare carico e distanza nella stessa settimana. La letteratura militare indica il 10% di aumento settimanale come soglia di sicurezza per ridurre il rischio di infortuni da sovraccarico.
Rucking ai limiti: i protocolli di Navy SEALs e SAS

Per comprendere il potenziale estremo del rucking come strumento di condizionamento fisico, è utile guardare ai protocolli di selezione delle forze speciali che lo utilizzano come prova discriminante primaria.
I Navy SEALs includono il rucking pesante nel programma BUD/S (Basic Underwater Demolition/SEAL), dove i candidati affrontano marce con carichi che raggiungono i 45 kg tra zaino, equipaggiamento e armamento, su distanze di 8–16 km a ritmi imposti. Durante la famigerata Hell Week (5 giorni e mezzo di attività quasi continua con meno di 4 ore di sonno totali) il load carriage è una componente ricorrente, spesso su sabbia e in condizioni di freddo e bagnato. Il tasso di abbandono in questa fase supera regolarmente il 70–80% dei candidati.
Il SAS britannico (Special Air Service) sottopone i candidati alla selezione nelle Brecon Beacons, catena montuosa del Galles, con una serie di marce progressive note come “The Hills”. Il culmine è il Fan Dance, una marcia di 24 km sul Pen y Fan (886 m slm) con un Bergen (zaino militare) da almeno 25 kg più acqua e fucile, da completare entro un tempo limite non comunicato ai candidati. La prova finale di selezione, il Long Drag o Endurance March, copre circa 64 km con 25 kg di carico entro 20 ore. Anche qui, il tasso di selezione si attesta storicamente intorno al 10–15% dei candidati iniziali.
Questi protocolli non sono citati come modelli da replicare, ma come riferimento per comprendere l’ampiezza dello spettro fisiologico del rucking: dalla sessione da 30 minuti con 10 kg del principiante alle prove multi-ora delle forze speciali, il principio di base, camminare sotto carico, scala in modo lineare con le variabili di peso, distanza e terreno. La letteratura fisiologica sul load carriage militare è costruita in larga parte proprio su questi contesti estremi, ed è da lì che derivano i parametri di sicurezza e progressione validi anche per l’uso amatoriale.
Rucking benefici
1. Dispendio calorico superiore alla camminata
A parità di velocità, il rucking con zaino aumenta il consumo calorico del 20–100% rispetto alla camminata libera, in funzione del carico. Con carichi medio-alti (20–25 kg), il dispendio orario si avvicina a quello di una corsa blanda, pur con un impatto articolare nettamente inferiore.
Questo rende il rucking particolarmente utile per chi vuole aumentare l’EPOC (consumo di ossigeno post-esercizio) senza sostenere le forze di reazione al suolo della corsa (2,5–3× il peso corporeo vs 1,0–1,3× nel rucking).
2. Sviluppo cardiovascolare in zona aerobica
Il rucking con carichi del 10–25% del peso corporeo a velocità moderate colloca la maggior parte dei soggetti in zona 2–3, la fascia in cui l’ossidazione dei grassi è massimizzata e si costruisce la base aerobica a lungo termine. Questo lo rende uno strumento eccellente per accumulare volume aerobico settimanale senza interferire con il recupero neuromuscolare richiesto dall’allenamento di forza.
3. Stimolo muscolare per arti inferiori e core
Il carico distribuito sullo zaino aumenta i momenti estensori a ginocchio e anca, incrementa l’attivazione muscolare di glutei, quadricipiti, polpacci e muscoli del core, e potenzia la tolleranza muscolo-tendinea attraverso la ripetizione ciclica del gesto. Programmi di 10 settimane hanno documentato aumenti significativi di forza in squat jump e resistenza muscolare locale dopo allenamento specifico con carico.
4. Densità ossea e massa magra
Il carico gravitazionale del rucking costituisce uno stimolo meccanico per la densità ossea, simile, seppur inferiore, a quello della corsa, ma più sostenibile per soggetti in sovrappeso, anziani o con problemi articolari. La componente di resistenza mantiene o favorisce la massa muscolare, differenziando il rucking dal cardio puro che, in deficit calorico prolungato, può essere catabolico.
5. Basso impatto articolare
Le forze di reazione al suolo nel rucking si attestano intorno a 1,0–1,3 volte il peso corporeo totale, contro le 2,5–3 volte della corsa. Questo lo rende una forma di cardio efficace e accessibile anche a chi ha problemi di ginocchia, artrosi lieve, sovrappeso o si trova in fasi di recupero da infortuni da running.
6. Benefici su sensibilità insulinica e metabolismo
Sebbene meno studiato rispetto a HIIT e corsa, il rucking è associato, in base alle review fisiologiche sul load carriage, a potenziali miglioramenti di sensibilità insulinica, riduzione del grasso viscerale e benefici cognitivi, tutti effetti mediati dall’esercizio aerobico protratto con componente meccanica aggiuntiva.
Rucking controindicazioni
Patologie cardiovascolari e pressione arteriosa
Anche carichi modesti (10% del peso corporeo) portati per pochi minuti aumentano l’augmentation index, un indicatore di rigidità arteriosa e stress emodinamico. Carichi più elevati possono spingere la pressione arteriosa sistolica a valori potenzialmente rischiosi in soggetti con ipertensione non controllata, cardiopatia ischemica o insufficienza cardiaca. In presenza di patologie cardiovascolari, è indispensabile il parere medico prima di iniziare qualsiasi programma di rucking.
Problemi respiratori
Il carico toracico (zaino dorsale, gilet) riduce i volumi polmonari operativi (FVC e FEV1 fino al 8–15% con carichi di 12–47 kg) e aumenta il lavoro dei muscoli respiratori. Sessioni di 60 minuti a 6,5 km/h con 25 kg inducono riduzioni della pressione inspiratoria massimale del 13–17%, con fatica diaframmatica già evidente a intensità che senza carico non la determinerebbero. Chi soffre di asma, BPCO o altre patologie respiratorie deve procedere con cautela, privilegiando carichi molto bassi e percorsi pianeggianti.
Soggetti in ipossia e condizioni ambientali estreme
In quota (ipossia), il rucking con carichi significativi aumenta ulteriormente la frequenza respiratoria e la ventilazione minuto, riducendo il volume corrente e amplificando la dispnea. Chi si allena in montagna o in ambienti caldi e umidi deve tenere conto di questo effetto moltiplicativo sul carico cardiorespiratorio.
Rischio di infortuni muscolo-scheletrici
In ambito militare, studi operativi riportano che fino al 45% dei soldati sviluppa infortuni muscolo-scheletrici correlati al load carriage in un anno: sovraccarichi, fratture da stress, lombalgie e problemi di caviglia sono i più frequenti. Il rischio cresce con:
- Aumenti troppo rapidi di carico o distanza
- Carichi superiori al 30–35% del peso corporeo su lunghe distanze
- Distribuzione asimmetrica o scorretta dello zaino
- Rucking su terreni sconnessi senza progressione adeguata
Per ridurre il rischio, la letteratura suggerisce di mantenere l’intensità attorno al 45–47% della VO2max nelle sessioni lunghe, e di aumentare carico e distanza non più del 10% a settimana.
Fatica neuromuscolare protratta
Sessioni di rucking di 120 minuti con 25 kg inducono riduzioni della forza isometrica degli estensori del ginocchio e della performance nei salti verticali persistenti fino a 72 ore dopo la sessione. Chi combina rucking con allenamento di forza deve programmare le sessioni lunghe lontano dalle sedute chiave di squat, stacco o altri esercizi multiarticolari pesanti, garantendo 48–72 ore di recupero per i gruppi muscolari coinvolti.
Controindicazioni assolute (non procedere senza valutazione medica)
- Ipertensione non controllata
- Cardiopatia ischemica attiva o recente
- Insufficienza cardiaca
- Gravidanza avanzata
- Artrosi grave di ginocchio, anca o colonna vertebrale
- Fratture da stress in fase acuta
FAQ sul rucking
Quanto peso mettere nello zaino per iniziare? Per chi inizia, il punto di partenza raccomandato è 5–8 kg, equivalente a circa il 10% del peso corporeo. L’aumento del carico deve essere graduale: non più del 10% a settimana in termini combinati di peso e distanza.
Quante volte a settimana si può fare rucking? Per la maggior parte dei soggetti, 2–3 sessioni a settimana di 30–60 minuti sono sufficienti per ottenere i benefici cardiovascolari e muscolari senza sovraccarico. Sessioni più lunghe (60–90 min) con carichi alti richiedono 48–72 ore di recupero e non dovrebbero precedere allenamenti di forza intensi.
Il rucking fa dimagrire? Il rucking aumenta il dispendio calorico del 20–100% rispetto alla camminata libera, a seconda del carico. Inserito in un piano alimentare in deficit calorico, contribuisce efficacemente alla perdita di grasso, preservando meglio la massa muscolare rispetto al cardio puro grazie alla componente meccanica di carico.
Rucking o corsa: quale è meglio? Dipende dall’obiettivo. La corsa è superiore per aumentare rapidamente la VO2max e il fitness cardiovascolare. Il rucking è preferibile per chi ha problemi articolari, è in sovrappeso o cerca una forma di cardio ad alto dispendio calorico con basso impatto. I due metodi sono complementari, non esclusivi.
Quale zaino usare per il rucking? Per fare rucking in modo sicuro ed efficace, il gilet zavorrato è spesso preferibile allo zaino classico: distribuisce il peso simmetricamente sul busto, non altera la postura del tronco e lascia piena libertà di movimento alle braccia anche durante la camminata su terreno variabile.
Le caratteristiche da cercare sono: spallacci imbottiti per un bilanciamento equilibrato del carico, imbottiture in mesh traspirante per sessioni prolungate, sistema di cinghie regolabile per adattarsi a diverse corporature, e tasche compatibili con piastre metalliche intercambiabili — più sicure e pratiche dei pesi liberi inseriti in uno zaino generico.
In collaborazione con Xenios USA: il Giubbotto Tactical Xenios rispetta tutti questi criteri. Pesa circa 1,5 kg, è progettato in misura unica adatta a uomini e donne, e le tasche anteriore e posteriore accettano piastre metalliche vendute separatamente (le Alpha da 2,25 kg e le Delta da 3,75 kg) per un carico massimo aggiuntivo di 24 kg totali. Gli spallacci imbottiti e il design corto (non arriva alla vita) garantiscono comfort anche durante esercizi che richiedono sollevamento delle gambe, rendendolo versatile sia per il rucking che per sessioni di allenamento a corpo libero.



