Lo shrimp squat è uno squat a gamba singola eseguito a corpo libero, in cui la gamba libera viene tenuta piegata dietro il corpo, con il piede che sale verso il gluteo, mentre la gamba di lavoro scende fino a sfiorare il pavimento con il ginocchio.
Il nome “shrimp” (gamberetto) deriva dalla forma assunta dal corpo nella versione più avanzata dell’esercizio, quando afferri il piede posteriore con entrambe le mani: ti incurvi come un gamberetto, appunto. Non è certo uno degli esercizi più conosciuti per allenare le gambe, però è un’ottima scelta per chi vuole cambiare da soliti affondi e magari cerca di allenarsi per ottenere il pistol squat.
Se non ne hai mai sentito parlare non ti preoccupare, in questo articolo cerchiamo di capire cos’è, come si esegue e come inserirlo in un programma di allenamento.
Come si esegue: tecnica passo dopo passo
Parti in piedi su una gamba sola. Piega il ginocchio della gamba libera portando il piede verso il gluteo. Puoi afferrare la caviglia con la mano controlaterale per tenerla in posizione, o lasciarla libera nelle versioni più semplici. Mantieni il busto eretto, il core attivato, lo sguardo dritto davanti a te.
Inizia la discesa flettendo il ginocchio della gamba di lavoro. Scendi lentamente, controllando ogni centimetro, fino a quando il ginocchio posteriore sfiora (o tocca leggermente) il pavimento. Non schiantarlo giù: il contatto deve essere morbido, quasi un tocco. Poi risali con la stessa controllo, spingendo con forza sul tallone.

Il punto critico è la discesa: la tentazione di buttarsi in avanti o di aprire il ginocchio verso l’esterno è forte. Resisti. Il ginocchio di lavoro deve seguire la direzione delle dita del piede, e il busto non deve crollare sul lato della gamba libera.
Errori da evitare
L’errore più frequente è la perdita di controllo nella fase eccentrica: si scende troppo velocemente, si usa il rimbalzo del ginocchio sul pavimento per risalire. Questo non è uno shrimp squat, è un modo per farsi male.
Il secondo errore è il ginocchio che collassa verso l’interno durante la discesa. Succede quando i glutei o i muscoli laterali dell’anca sono deboli, o semplicemente quando il carico (cioè il tuo stesso peso su una gamba) supera la tua capacità di controllo. Se lo noti, torna a una progressione più semplice.
Il terzo errore è la compensazione con il busto. Inclinarsi eccessivamente in avanti permette di scendere anche senza mobilità sufficiente, ma sposta il lavoro lontano dai quadricipiti e carica la schiena. Busto il più eretto possibile, o almeno consapevolmente inclinato e non per forza di cose.
Shrimp squat: muscoli coinvolti
Lo shrimp squat è un esercizio unilaterale a corpo libero che richiede forza, controllo e mobilità. A differenza dello skater squat, la gamba libera viene mantenuta dietro con il piede trattenuto o comunque molto vicino ai glutei, aumentando la richiesta su quadricipiti e stabilizzatori.
I principali muscoli coinvolti sono:
| Gruppo muscolare | Muscoli principali coinvolti | Ruolo nello shrimp squat |
|---|---|---|
| Quadricipiti | Retto femorale, vasto mediale, laterale, intermedio | Estensione del ginocchio, principale motore della risalita |
| Glutei | Grande gluteo | Estensione dell’anca, supporto nella fase concentrica |
| Posteriori coscia | Bicipite femorale, semitendinoso, semimembranoso | Stabilizzazione di anca e ginocchio, controllo eccentrico |
| Core | Retto addominale, obliqui, trasverso | Stabilizzazione del tronco e controllo dell’equilibrio |
| Polpacci | Gastrocnemio, soleo | Stabilità della caviglia e supporto nell’equilibrio |
| Stabilizzatori anca | Medio e piccolo gluteo | Controllo del bacino, prevenzione del valgismo del ginocchio |
| Stabilizzatori piede | Muscoli intrinseci del piede | Controllo dell’appoggio e della propriocezione |
Shrimp squat: benefici
Se stai valutando se inserire lo shrimp squat nel tuo allenamento, ecco i principali vantaggi che lo rendono uno degli esercizi più efficaci per le gambe a corpo libero:
- Sviluppo della forza unilaterale: allenare una gamba alla volta permette di individuare e correggere eventuali asimmetrie di forza. Questo è particolarmente utile sia in ottica estetica che di prevenzione degli infortuni;
- Maggiore controllo e stabilità articolare: lo shrimp squat richiede un alto livello di controllo motorio. Migliora la stabilità di ginocchio, anca e caviglia, rendendolo un esercizio utile anche per chi pratica sport o vuole costruire basi solide.
- Miglioramento di equilibrio e coordinazione: lavorando su una sola gamba e con un baricentro meno stabile rispetto allo skater squat, questo esercizio sviluppa in modo significativo equilibrio e coordinazione.
- Elevata attivazione muscolare senza carichi esterni: grazie alla leva sfavorevole e alla posizione della gamba posteriore, lo shrimp squat permette di raggiungere un’intensità elevata anche senza pesi, rendendolo perfetto per l’allenamento a casa.
- Flessibilità e versatilità: può essere eseguito ovunque e adattato a diversi livelli di difficoltà, dalle varianti assistite fino a quelle più avanzate con maggiore profondità o pause isometriche.
Shrimp squat: a chi è consigliato
Lo shrimp squat è ideale per:
- Chi si allena a casa e cerca un’alternativa efficace agli squat con bilanciere
- Atleti che vogliono migliorare forza e stabilità su una gamba
- Chi desidera progredire verso esercizi avanzati come il pistol squat
- Persone che vogliono migliorare controllo, mobilità e propriocezione degli arti inferiori
Progressioni: come arrivare a farlo se parti da zero
Lo shrimp squat nella sua forma completa è un esercizio avanzato. Non aspettarti di farlo decentemente il primo giorno, nemmeno se ti alleni da anni. Ecco come costruirlo per gradi.
Prima tappa: padroneggia le basi. Prima di toccare lo shrimp squat devi saper fare air squat profondi a corpo libero senza difficoltà, affondi in cammino senza perdere l’equilibrio, e idealmente qualche squat bulgaro. Se questi ti mettono già in difficoltà, inizia da lì.
Seconda tappa: shrimp squat assistito. Tieni un appoggio leggero, un muro, un montante, una sedia, con una mano. L’obiettivo non è appoggiarti con forza, ma avere un punto di riferimento per l’equilibrio. Scendi fino a dove riesci a controllare, torna su. Ogni sessione, prova ad andare un centimetro più in basso.
Terza tappa: riduzione del range of motion. Metti qualcosa sotto il ginocchio posteriore, un libro, una piastra, un cuscino, per limitare la profondità della discesa. Lavori lo stesso pattern motorio, ma con meno mobilità richiesta. Man mano che la mobilità migliora, riduci l’altezza dell’appoggio fino a toglierlo del tutto.
Quarta tappa: shrimp squat a corpo libero. Nessun supporto, nessun appoggio. Scendi fino al pavimento, risali. Qui inizia il vero lavoro.
Quinta tappa: versioni avanzate. Una volta che le ripetizioni a corpo libero sono fluide e controllate, puoi alzare il piede di appoggio su una superficie rialzata per aumentare il range of motion, oppure aggiungere un carico esterno, un manubrio in mano, un kettlebell al petto. La versione con l’afferrare attivamente il piede posteriore con entrambe le mani è la progressione più difficile: ti toglie completamente le braccia come contrappeso e mette a nudo ogni limite di mobilità che hai.
Shrimp squat e skater squat: sono davvero la stessa cosa?

In molti usano i due nomi come sinonimi, e in parte hanno ragione: entrambi sono squat monolaterali a corpo libero in cui la gamba libera è piegata dietro il corpo. La sovrapposizione è reale, ma ci sono differenze che vale la pena chiarire.
Nello skater squat la gamba posteriore scende verso il pavimento con il ginocchio che si avvicina a terra, ma il piede rimane libero, non viene afferrato. Le braccia possono andare in avanti come contrappeso. La posizione ricorda vagamente la posa di un pattinatore di velocità, da cui il nome. È generalmente considerato leggermente più accessibile perché la gamba libera non è vincolata e il bilanciamento risulta più naturale.
Nello shrimp squat invece il piede viene attivamente afferrato con la mano controlaterale, o con entrambe le mani, e tenuto vicino al gluteo durante tutta la discesa. Questo elimina completamente le braccia come contrappeso, aumenta la richiesta di mobilità del quadricipite e dell’anca, e rende il movimento significativamente più difficile.
In pratica: lo skater squat è spesso il punto di ingresso, lo shrimp squat nella versione con presa al piede è la progressione avanzata.
Allenare lo shrimp squat
Ipertrofia
Come per altri esercizi unilaterali a corpo libero, lo shrimp squat si presta molto bene allo sviluppo dell’ipertrofia muscolare delle gambe. Grazie alla leva sfavorevole e al grande lavoro di stabilizzazione, permette di ottenere uno stimolo elevato anche senza carichi esterni.
Se il tuo obiettivo è aumentare la massa muscolare, lavora in un range di 10-15 ripetizioni per gamba, mantenendo un’esecuzione controllata e pulita. Quando questo range diventa gestibile, puoi aumentare la difficoltà rallentando la fase eccentrica, inserendo pause isometriche in basso o aggiungendo sovraccarico (manubri, zaino, kettlebell).
Forza
Per sviluppare forza con lo shrimp squat, soprattutto in ottica di progressione verso esercizi più avanzati come il pistol squat, è utile lavorare con un numero di ripetizioni più basso e maggiore intensità.
In questo caso, mantieniti su un range di 6-10 ripetizioni per gamba, utilizzando eventualmente sovraccarichi o varianti più difficili (maggiore profondità, meno assistenza, controllo più rigoroso).
Evita però di scendere troppo con le ripetizioni: lo shrimp squat resta un esercizio tecnico e di controllo, con un forte stress sull’articolazione del ginocchio. L’obiettivo non è massimizzare il carico, ma sviluppare forza in modo solido e stabile.
Endurance e alte ripetizioni
Se vuoi migliorare la resistenza muscolare e aumentare il numero di ripetizioni nello shrimp squat, puoi utilizzare diversi approcci ad alto volume.
Un metodo efficace è trattarlo in modo simile a esercizi come trazioni e dip, utilizzando protocolli come:
- EMOM (Every Minute On the Minute)
- AMRAP (As Many Reps As Possible)
- Serie cumulative o ad alta densità
Questi metodi permettono di migliorare sia la capacità di lavoro che la tecnica sotto fatica, aspetti fondamentali negli esercizi unilaterali.
Conclusione
Lo shrimp squat è uno degli esercizi a corpo libero più completi per allenare le gambe. Unisce forza, equilibrio, mobilità e controllo in un unico movimento.
Impararlo e padroneggiarlo ti permette di:
- migliorare la stabilità su una gamba
- ridurre eventuali asimmetrie
- costruire una base solida per esercizi più avanzati
È un esercizio estremamente versatile, adatto sia per ipertrofia, che per forza e resistenza muscolare, e può essere inserito facilmente in qualsiasi programma di allenamento, a casa o in palestra.
Se eseguito con costanza e progressione, lo shrimp squat può davvero fare la differenza nel renderti un atleta più forte, stabile e completo.
Domande frequenti sullo shrimp squat
Lo shrimp squat fa male alle ginocchia?
Se eseguito con la tecnica corretta, no. Il problema sorge quando il ginocchio collassa verso l’interno o quando si scende oltre la propria mobilità attuale, scaricando la tensione in punti sbagliati. Come per qualsiasi squat profondo, il ginocchio deve seguire la direzione delle dita del piede per tutta la durata del movimento. Se hai già problemi al ginocchio, inizia dalle progressioni assistite e scendi solo fino a dove il movimento rimane pulito e indolore.
Quante ripetizioni devo fare?
Dipende dal tuo livello. Se stai ancora imparando il movimento, conta la qualità delle ripetizioni, non il numero: cinque ripetizioni per gamba eseguite bene valgono più di quindici fatte male. Una volta padroneggiata la tecnica, lavora in un range di sei-dieci ripetizioni per serie se l’obiettivo è la forza e l’ipertrofia. Oltre le quindici ripetizioni a corpo libero senza difficoltà, è il momento di aggiungere carico esterno.
È adatto a chi si allena a casa?
È uno degli esercizi migliori che esistano per chi si allena a casa. Non richiede nessuna attrezzatura, carica i quadricipiti in modo significativo anche senza pesi aggiuntivi, e le sue progressioni lo rendono adatto a livelli molto diversi. L’unica cosa di cui hai bisogno è abbastanza spazio per scendere con il ginocchio a terra.
Quanto tempo ci vuole per impararlo?
Dipende dal punto di partenza. Chi ha già una buona mobilità della caviglia e dell’anca, e una base di forza unilaterale, può arrivare a una versione controllata in quattro-sei settimane di pratica costante. Chi parte da zero con gli esercizi monolaterali potrebbe impiegare tre-quattro mesi. Non è una gara: ogni centimetro di profondità in più è un risultato concreto.
Posso sostituire il pistol squat con lo shrimp squat?
Puoi, ma non è necessariamente la scelta migliore. I due esercizi lavorano in modo complementare: hanno lo stesso obiettivo generale (forza unilaterale del basso corpo) ma richiedono qualità fisiche diverse. Se hai un motivo specifico per evitare il pistol squat (mobilità degli ischiocrurali scarsa, difficoltà di equilibrio con la gamba tesa in avanti), lo shrimp squat è un’alternativa valida. Altrimenti, allenarli entrambi è la soluzione più intelligente.
Lo shrimp squat è utile anche per chi si allena con i pesi?
Sì, e spesso viene sottovalutato proprio da chi frequenta la palestra da anni. Inserirlo come complemento agli esercizi bilaterali serve a identificare e correggere le asimmetrie, a lavorare la mobilità sotto carico, e a sviluppare una qualità di forza che il bilanciere da solo non garantisce. Non deve sostituire lo squat con il bilanciere: deve affiancarlo.



